Parrocchia dei Santi Martino e Rosa - Via Fenzi 28 - 31015 Conegliano (Tv)
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23 ottobre – San Pietro - Il coraggio di ricominciare
Pietro
aveva
promesso
che
non
avrebbe
mai
abbandonato
Gesù.
Poi
arrivò
una
notte,
una
domanda
scomoda
e
tre
rinnegamenti.
Il
gallo
cantò
e
Pietro
scoprì
quanto
fosse
fragile il suo coraggio. Ma Gesù non smise di amarlo.
Anche
noi
siamo
bravissimi
a
dichiarare
fedeltà
quando
non
costa
niente.
Poi
arriva
il
momento
di
esporsi,
di
difendere
qualcuno,
di
mantenere
una
promessa.
E
qualche
volta
scappiamo.
La
santità
non
comincia
quando
diventiamo
impeccabili,
ma
quando
smettiamo
di
giustificare
le
nostre
vigliaccherie e troviamo il coraggio di tornare.
Preghiamo:
Signore,
quando
mi
vergogno
dei
miei
errori,
ricordami
che
Tu
non
hai
smesso
di
amare
Pietro.
Dammi
l’umiltà
di
riconoscere
le
mie
cadute
e
il coraggio di ricominciare. Amen
SECONDO
GIORNO
DELLA
NOVENA
24
ottobre
–
Santa Monica - Amare senza possedere
Monica
ha
conosciuto
le
lacrime
di
una
madre
che
vede
il
figlio
prendere
strade
lontane
da
quelle
sperate.
Ha
pregato,
atteso,
sperato.
E
ha
dovuto
imparare
che
anche
l’amore più grande non può sostituirsi alla libertà dell’altro.
Quante
volte
vorremmo
cambiare
le
persone
che
amiamo!
Sistemare
la
loro
vita,
convincerle,
risparmiargli
ogni
errore.
Ma
l’amore
non
è
un
telecomando.
A
volte
significa
esserci,
senza
pretendere
di
tenere
in
mano
tutte
le
risposte.
Preghiamo:
Signore,
insegnami
ad
amare
senza
soffocare,
ad
accompagnare
senza
trascinare,
a
pregare
senza
pretendere
di
decidere
al
posto
Tuo.
E
quando
l’attesa
diventa
pesante,
sostieni
la
mia
speranza. Amen.
25
ottobre
–
San
Filippo
Neri,
La
santità
non
ha
la
faccia lunga
Filippo
Neri
sapeva
ridere,
anche
di
se
stesso.
Aveva
capito
che
la
gioia
può
essere
una
faccenda
tremendamente
seria
e
che
la
santità
non
ha
bisogno
di
atteggiamenti
solenni
per
essere autentica.
Noi,
invece,
qualche
volta
prendiamo
talmente
sul
serio
noi
stessi
da
diventare
insopportabili.
Ci
offendiamo
per
niente,
trasformiamo
ogni
osservazione
in
un
affronto
e
dimentichiamo
di
sorridere.
Forse
una
delle
prime
cose
da
convertire
è
proprio
il
nostro
ego,
che
pretende
sempre
il
posto d’onore.
Preghiamo:
Signore,
liberami
dalla
presunzione
di
essere
indispensabile.
Insegnami
a
sorridere
delle
mie
piccole
manie
e
a
portare
gioia
dove
incontro
soltanto musi lunghi. Amen.
26
ottobre
–
San
Giuseppe
Moscati.
Le
persone
non
sono pratiche da sbrigare!
Giuseppe
Moscati
era
un
medico
competente,
ma
non
dimenticava
mai
che
davanti
a
lui
c’era
una
persona,
non
semplicemente
una
malattia.
La
sua
fede
passava
anche
attraverso il modo di guardare e curare chi soffriva.
Quante
persone
attraversano
le
nostre
giornate
diventando
soltanto
un
numero,
una
richiesta,
un’interruzione
fastidiosa!
Abbiamo
fretta,
siamo
stanchi,
abbiamo
mille
cose
da
fare.
Ma
nessuno
dovrebbe
sentirsi
un
peso
per
il
semplice fatto di avere bisogno.
Preghiamo:
Signore,
quando
la
fretta
mi
rende
distratto
e
la
stanchezza
mi
indurisce,
aiutami
a
riconoscere
il
Tuo
volto
nelle
persone
che
incontro.
Non
permettere
che
perda
l’umanità
mentre
cerco
di
fare bene il mio lavoro. Amen.
27
ottobre
–
Santa
Giuseppina
Bakhita.
Il
male
ricevuto non è il tuo nome
Bakhita
fu
strappata
alla
sua
famiglia,
venduta
come
schiava
e
sottoposta
a
sofferenze
terribili.
Eppure,
nella
sua
storia,
il
male
non
riuscì
a
pronunciare
l’ultima
parola
sulla
sua dignità. La grazia aprì un cammino di libertà.
Ci
sono
ferite
che
gli
altri
non
vedono
e
parole
che
continuano
a
far
male
dopo
molti
anni.
Ma
ciò
che
abbiamo
subito
non
definisce
tutto
quello
che
siamo.
Nessuno
ha
il
diritto di ridurre una persona alla sua ferita.
Preghiamo:
Signore,
raggiungi
chi
porta
nel
cuore
il
peso
delle
umiliazioni
e
della
violenza.
Restituisci
speranza
a
chi
fatica
a
riconoscere
il
proprio
valore
e
insegnaci
a
non
calpestare
mai
la
dignità
di
nessuno.
Amen.
28
ottobre
–
Santa
Teresa
di
Lisieux.
Le
cose
piccole
che nessuno applaude.
Teresa
non
ha
attraversato
continenti
né
compiuto
imprese
spettacolari.
Ha
scoperto
che
anche
un
gesto
minuscolo,
vissuto
con
amore,
può
diventare
un
luogo
d’incontro
con
Dio.
Noi
aspettiamo
sempre
l’occasione
straordinaria
per
fare
qualcosa
di
grande.
Intanto
ci
infastidiamo
se
dobbiamo
sparecchiare,
ascoltare
per
l’ennesima
volta
la
stessa
storia
o
fare
un
favore
che
nessuno
noterà.
E
se
la
nostra
occasione
di
diventare
santi
fosse
proprio
quella
che
stiamo
cercando di evitare?
Preghiamo:
Signore,
insegnami
a
non
disprezzare
le
piccole
cose.
Mettici
il
Tuo
amore,
soprattutto
quando
nessuno
vede,
nessuno
ringrazia
e
io
avrei
voglia
di
fare altro. Amen.
29
ottobre
–
San
Francesco
d’Assisi.
Quello
che
non
riusciamo a lasciare
Francesco
si
spogliò
delle
sue
ricchezze
per
seguire
Cristo.
Ma
la
sua
povertà
non
fu
soltanto
rinunciare
alle
cose:
fu
imparare a non mettere più se stesso al centro.
Noi
possiamo
avere
armadi
quasi
vuoti
e
un
cuore
pieno
di
proprietà
private:
le
nostre
ragioni,
le
nostre
pretese,
il
bisogno
di
controllare
tutto,
perfino
le
persone
che
diciamo
di
amare.
Ci
sono
catene
che
non
fanno
rumore,
eppure
ci
tengono prigionieri.
Preghiamo:
Signore,
mostrami
ciò
che
trattengo
per
paura
e
ciò
che
difendo
per
orgoglio.
Donami
un
cuore
libero,
capace
di
amare
senza
possedere
e
di
ricevere senza pretendere. Amen.
30
ottobre
–
Santa
Chiara
d’Assisi.
Il
coraggio
di
non
piacere a tutti
Chiara
avrebbe
potuto
vivere
secondo
le
aspettative
della
sua
famiglia
e
del
suo
ambiente.
Scelse
invece
Cristo
povero,
affrontando
incomprensioni
e
opposizioni.
Aveva
trovato
qualcosa
per
cui
valeva
la
pena
perdere
il
consenso
degli altri.
Quanta
parte
della
nostra
vita
consumiamo
cercando
approvazione!
Diciamo
sì
quando
vorremmo
dire
no,
nascondiamo
ciò
in
cui
crediamo
e
qualche
volta
tradiamo
perfino
la
coscienza
pur
di
non
deludere
nessuno.
Ma
vivere
per essere applauditi è una forma elegante di prigionia.
Preghiamo:
Signore,
dammi
la
libertà
di
Chiara.
Aiutami
a
riconoscere
ciò
che
conta
davvero
e
a
non
svendere
la
mia
coscienza
per
un
po’
di
approvazione. Amen.
31
ottobre
–
San
Giuseppe.La
santità
di
chi
non
fa
rumore.
Di
Giuseppe
i
Vangeli
non
riportano
nemmeno
una
parola
pronunciata.
Eppure
Dio
gli
ha
affidato
Maria
e
Gesù.
Ha
custodito,
lavorato,
affrontato
difficoltà
e
preso
decisioni
coraggiose. Senza cercare un posto da protagonista.
Ci
sono
persone
che
tengono
in
piedi
intere
famiglie
senza
ricevere
un
grazie.
Persone
che
fanno
il
bene
in
silenzio,
che
pregano
senza
essere
viste,
che
amano
senza
lasciare
il
proprio
nome
da
nessuna
parte.
Forse
la
santità
abita
molto
più
vicino
a
noi
di
quanto
immaginiamo.
E
forse
qualcuno
di
questi
santi
senza
aureola
lo
abbiamo
incontrato
proprio
stamattina.
Preghiamo:
Signore,
grazie
per
i
santi
che
nessuno
conosce
e
che
Tu
chiami
per
nome.
Insegnami
a
fare
il
bene
senza
cercare
applausi
e
a
riconoscere
la
Tua
presenza
nelle
persone
semplici
che
metti
sulla
mia
strada. Amen.